martedì, 02 dicembre 2008
http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=15516 Roma, 2 dic. - Questa mattina una delegazione di cittadini riuniti nel Comitato 'Tiburtina partecipata' hanno "preso possesso" dell'area dell'ex Istituto Ittiogenico alla stazione Tiburtina. "Un'area abbandonata al degrado - spiega una nota - della quale non si conosce bene il destino nell'ambito della ristrutturazione della stazione Tiburtina. Un'iniziativa nata per protestare contro la mancata informazione, i disagi dei cantieri infiniti, la mancata attuazione di risarcimenti compensativi ai cittadini che subiscono e subiranno in futuro i disagi provocati dalla nuova stazione centrale". "Per la faraonica opera di ricostruzione della nuova stazione Tiburtina è stato prontamente stanziato un finanziamento di 760 milioni di euro - prosegue la nota - Tutto questo mentre per le altre opere importanti, come il raddoppio della Tiburtina o il prolungamento della Metro B, non sono ancora iniziati i lavori; mentre la stazione metro Quintiliani giace, funzionante, ma impraticabile dai cittadini; mentre i numerosi e importanti ritrovamenti archeologici della zona restano abbandonati o sotterrati, in attesa di essere valorizzati". "Il territorio della Tiburtina non può essere solamente eroso dai lavori infiniti dei grandi cantieri, ma deve essere anche tutelato e valorizzato a vantaggio dei residenti - spiega ancora la nota - Secondo Rfi la nuova stazione Tiburtina apporterà grandi vantaggi al sistema ferroviario italiano, ma ovviamente riverserà sui quartieri circostanti una grande quantità di disagi. Cantieri infiniti, traffico, inquinamento, deterioramento di strade e infrastrutture circostanti; con conseguente peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini residenti". "I cittadini hanno diritto di conoscere a fondo i progetti che saranno determinanti sul loro futuro e devono essere messi nelle condizioni di esprimere opinioni sulla validità di tali progetti, per evitare ulteriori speculazioni - insiste la nota degli occupanti - cominciamo con la salvaguardia dell'Istituto Ittiogenico e dell'area verde circostante: si tratta di un complesso di edifici e un'area verde che potrebbero svolgere importanti funzioni per il territorio e che rappresenterebbero un iniziale risarcimento per i cittadini residenti". "All'interno dell'area dell'Istituto Ittiogenico si potrebbero sviluppare vari progetti: museo e spazi culturali, spazi ricreativi e per i giovani, centro di consulenza sul lavoro e il mobbing, ecc - propongono gli occupanti - E si potrebbe recuperare un'importante istituzione della ricerca italiana, in cui 113 anni fa è nata l'acquacoltura italiana, ed in cui per oltre trent'anni si è insegnata l'educazione ambientale ai giovani romani, e che oggi deve cedere il passo alla speculazione". "Oggi l'importante è salvaguardare l'intera area dell'Istituto così da renderla fruibile dai cittadini e cominciare un percorso per informare la cittadinanza sulle trasformazioni urbanistiche che investiranno nel prossimo futuro l'area tra Casalbertone, Pietralata, i dintorni di Largo Mazzoni e Tiburtino II", conclude la nota firmata dal Comitato 'Tiburtina partecipata' (associazione Braccia rubate alla cultura, Flaica Cub, associazione Pama, associazione Radici, associazione Rinascita Tiburtina, Rete delle Scuole del III, V e VII Municipio).
postato da: cdqcasalbertone alle ore 13:37 | Permalink | commenti
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